La mia vita da mimo

Il Turkmenistan è uno dei paesi più difficili da accedere … sì, più difficile che la Corea del Nord. Anche un semplice visto di transito di 5 giorni non è scontato. Ero veramente felice di avere l’adesivo verde nel mio passaporto. Non aspettatevi foto interessanti poiché nel paese è proibito fotografare praticamente tutto: monumenti, edifici amministrativi, ponti, … visa

Puntuale alle 8:00 raggiungo la frontiera dove incontro Marc e Peter, due ragazzoni germanici diretti come me verso est … i primi! In strada ho incontrato solo un’adorabile coppia ucraina Iryna e Andrej (in Armenia) ma erano diretti nella direzione opposta alla mia …

Percorre il tratto nella terra di nessuno per me rappresenta la fine di un capitolo e l’inizio di uno nuovo … eccitazione, aspettative, emozione e anche un po’ di nervosismo … è come ricevere un libro dalle pagine bianche che bisogna riempire giorno per giorno … speri solo di farlo nel miglior modo possibile.

Dal lato turkmeno ci accolgono due soldati: tratti asiatici e sorrisi smaglianti … ma quanti anni hanno? 16??? “E così Signore, siamo in Turkmenistan??”, sorride: “yes, yes” … “Al diavolo il jihab!” (scusate) … “yes! yes!” e mi fa un gesto come dire “getta via quel coso”.

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Ne ho sentite di tutti i colori sul posto di frontiera turkmeno. Mi ero preparata mentalmente e non mi aspettavo di certo tappeti rossi. Ero pronta a mostrare loro TUTTO: medicine, foto (TUTTE), iPhone, Computer, Kindle e tutto il mio materiale nelle 6 borse … ??ma come, già finito?? Sono stati veramente gentili ed educati. Uno di loro mi ha pure aiutata a riempire le scartoffie. Alle 11:30 eravamo in pista e abbiamo optato per una scorciatoia.

Scorciatoia significa più breve, ma non per forza migliore. Qui ho compiuto il più spettacolare dei mie voli dell’angelo:

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A causa dei sobbalzi mi è caduta la bottiglia della benzina che è finita davanti la ruota anteriore: doppio carpiato con triplo avvitamento … Marc era dietro di me: “Allora, com’era??” … “Mmmm non poi così male“. Fortunatamente non è successo niente a me e a Bicio.

I primi 100 km sono stati decisamente “desertici”. Abbiamo forse incontrato 3 auto che si dirigevano in senso opposto.

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Come un miraggio appare un mini-market/caffè

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Proprio quello che ci voleva … delizioso!

Prima di raggiungere Mary ci separiamo. Avevamo piani diversi, e per svariate ragioni, ero felice di continuare da sola.

E com’era? … mmmb beh … prendete una cyclette, mettetela in una sauna la quale è installata in una galleria del vento (aria calda e controvento ovviamente) e ora pedalate per circa 520 km … voilà , avrete la sensazione che si prova nel deserto di Karakum … però wow! Non mi sembrava vero di trovarmi lì!

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Il mattino ha l’oro in bocca … o la sabbia?

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…Penso che senza di me mi annoierei … (tutti i bambini svizzeri conoscono il Post-Autooooo)

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… gesùmariamaddalena! …cappellino storto … sono un po’ stanchina … (paesaggio uguale a quello di 120 km prima)

… Il mio amico visionario Alain (Tranchio) aveva previsto una cosa simile …

No, non sono tornata a casa … ho solo preparato la mia casa. Ed eccomi campeggiare nel deserto … minestra calda con pane, cappuccino con biscotti e miliardi di stelle. F A N T A S T I C O. Ero esausta ma non sono riuscita a dormire molto quella notte. Non per paura o altro, ma semplicemente perché ero troppo impegnata a contemplare la via lattea, Ercole, il Cigno, Arturo, le 7 Sorelle … oh wow lo Scorpione era così brillante!

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4:20 Buongiorno!

Per sfuggire al vento e al caldo le ore migliori per pedalare sono al mattino prestissimo e la sera tardi. Alle 10:00 vi erano già 41 °C (e saliva fino a 48 °C) e il vento era talmente forte che riuscivo a procedere a 7-9 km/h … e qui entra in gioco la mente: è tutta una questione di testa … testa bassa e continua a pedalare!

Sinistra: La vedete l’auto nel nuvolone di sabbia? Nemmeno io … Destra: felice turista.

E poi…BOOOOOM: Carpaccio!! Voglio un carpaccio!! O anche solo una Cola con del limone e ghiaccio! …BASTA! Non pensare! Continua a pedalare … (Josephine è stata impeccabile!)

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Non è il più bel baretto che avete mai visto? Per me lo era …

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Somsa: ripieno di carne, cipolle e grasso animale … delizioso! Il grasso animale è un ingrediente base nelle zone desertiche … riempie bene lo stomaco e da energia.

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Fermarsi per lasciar attraversare i dromedari: fatto!

Finalmente dopo 4 giorni raggiungo Turkmenabat, dove mi accoglie una coltre di smog … era persino difficile respirare. Ma più difficile era trovare un hotel che non costasse un occhio della testa. Alle 21:15 ero ancora in sella a cercare una guest-house indicata sul mio GPS …“No, no, no room here!”… Mi era già successo in Iran: in Maps.me sono indicati ostelli e guest-house che non esistono o sono completamente mal posizionati. Bene, sono in strada! Dovrò cercare un posto dove campeggiare e al diavolo la doccia. Ma i bambini mi salvano (di nuovo) … sono il mezzo di comunicazione più efficiente che io conosca: alcuni uomini e un paio di donne mi raggiungono.

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Ancora molto lavoro da svolgere, ma i saluti hanno la priorità

Ai locali è severamente proibito entrare in contatto con i turisti (e vice versa) ma sono riuscita a entrare nelle loro case. Con la complicità del vicinato ho potuto passare la notte da Sofia:  “Putin (pollice in su), Amerika (pollice in giù)”… era adorabile con uno spiccato senso dell’umorismo.

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Sono stati 5 giorni di lotta contro il vento, il caldo e il tempo. Ce l’ho fatta. Non posso dirvi molto sul paese ma ne sono comunque rimasta affascinata: bellissime donne con abiti coloratissimi, sorrisi dorati, persone molto cordiali, rispettose e gentili. Ho visto persone bionde (anche rosse) dagli occhi verdi, altri dai tratti decisamente asiatici. Molto interessante. Attraversando Merv ho potuto ammirare le antiche mura di quello che rimane della più grande città-oasi lungo la via della seta (non ho avuto tempo di visitare il sito archeologico) … Mannaggia! Credo che il Turkmenistan sia interessante da visitare anche per i suoi contrasti e eccentricità.

Il quinto giorno mi ritrovavo di nuovo in un controllo di frontiera. Questa volta le cose erano meno gaie. Mi ha controllato una donna. Faccia seria: foto, medicine e 4 borse ispezionate. Tutto a posto. Mi ha persino sorriso!

Lato Uzbeko: non girava anima viva. Ma sono nel posto giusto? Arriva un giovane poliziotto. Serio e non sembra molto motivato … non parla inglese e io purtroppo nieto parusky. Vuole controllare le mie medicine. Mi chiede di VALVERDE … Valverde è un prodotto naturale che si prende in caso di costipazione, lo prendi la sera e il mattino seguente rivedi la luce … ok, adesso spiegaglielo a lui … ed eccomi nel posto di controllo a mimare a cosa serve VALVERDE … mi ha capita! Sorride … sono quasi 3 mesi ormai che la mia vita è come quella di un mimo. La mia vita da mimo. L’atmosfera si rilassa. Ora vuole vedere le mie foto nel telefono. Comincia a sorridere … oh, oh, ha iniziato a ridere di gusto! Ma cosa ho dentro nel telefono?? Gli chiedo di mostrarmi … aaaaahh siiii! quelle …

Io e la cara Rosy (Irlanda: pollice in su) nel complesso di Imam Reza (Mashhad) … tempi difficili.

Il poliziotto si congratula per le foto e mi augura buon viaggio in Uzbekistan … mi aiuta persino a caricare la bici … sarà il mio fascino alpino … Il viaggio lungo la via della seta può continuare!

Un abbraccio

Stef